Connettività industriale 5G "La velocità è tutto" da Verizon

Connettività industriale 5G – “La velocità è tutto” e come passare dal vecchio al nuovo da Massimo Peselli di Verizon Business

Massimo Peselli è Chief revenue officer Globale per le imprese e il settore pubblico di Verizon Business. È a capo di un team globale che fornisce all’industria soluzioni che includono le più avanzate tecnologie e le reti private 5G. Con oltre vent’anni di esperienza nel settore, Peselli aiuta i clienti industriali di Verizon a tracciare il giusto percorso per raggiungere gli obiettivi della trasformazione digitale.

Peselli, ancora 2-3 anni fa agli incontri del settore e altrove la previsione era che l’industria avrebbe spostato le proprie applicazioni sulla rete 5G, perché consentiva bassa latenza, canali dedicati per IIoT e le comunicazioni critiche, capacità di banda e sicurezza. Ciò non si è verificato, ma invece sono arrivate come in una grande ondata le reti private. Lei ha un punto di vista unico sulla connettività nell’industria nel mondo. Ci spiega come va?

Negli ambienti produttivi oggi si utilizza più largamente la connettività wireless, come il 5G, che quella di una rete locale Wi-Fi. Ciò lancia anche un forte messaggio di sostenibilità, perché le aziende non vogliono più

Massimo-Peselli_CRO-global-enterprise-public-sector-di-Verizon-Business

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installare tanti cavi o alimentare tanti elementi come prima. A ciò si aggiunge che, soprattutto nelle attività produttive, se si vogliono connettere elementi di un impianto tramite Wi-Fi si incontrano due ostacoli. Il numero uno è la penetrazione del segnale. Se si utilizza il Wi-Fi, occorre un buon numero di punti di accesso, il che rende la soluzione costosa e ad alto consumo energetico. Parliamo di 200 o 300 punti di accesso. Quando invece si utilizza il wireless, vale a dire, una rete, se è 5G bastano 4 o 5 antenne. Il rapporto è stupefacente, così come l’efficienza offerta da questa generazione di wireless.

In secondo luogo, usando la rete 5G si hanno prestazioni senza fluttuazioni. Il suo segnale ha una penetrazione molto più forte senza punti ciechi. Ad esempio, le aziende che utilizzano il Wi-Fi per far funzionare gli Agv, veicoli a guida automatizzata, hanno sempre qualche punto cieco che può bloccare gli Agv tra due aree di copertura. Con il 5G questi problemi scompaiono: si ha connettività in ogni singolo punto e prestazioni stabiliti. Inoltre, c’è un elemento critico che è la sicurezza. Con una rete 5G privata, l’azienda ha una sua “bolla”, ed è lei a controllare a quali elementi vuole dare accesso o quali non devono essere configurati per l’accesso a uno specifico spettro o frequenza. Ciò crea uno strato di protezione, cui si può aggiungere la crittografia della rete wireless, in modo da creare sicurezza al suo interno. Invece di doversi preoccupare di aggiungere sicurezza a ogni singolo punto di accesso, si costruisce una sicurezza intrinseca all’interno della rete.

Tutto ciò considerato, ci si rende conto che il 5G offre sostenibilità dal punto di vista energetico e prestazioni stabili cui si aggiungono la sicurezza e la flessibilità.

L’unico aspetto che in un certo senso rappresenta ancora un ostacolo è l’ecosistema dei dispositivi. Esistono sempre più dispositivi abilitati in origine al 5G, ma molti altri funzionano ancora solo tramite Wi-Fi.

Verizon Business ha risolto questo impedimento con quelli che chiamiamo gateway, o porte, di rete. Si può dunque avere una rete 5G con dispositivi nati per il 5G, mentre il resto dei dispositivi possono utilizzare una copertura Wi-Fi creata dalle porte collegate integrate nella rete 5G. Questa soluzione è utile per fabbriche e impianti non nuovi e consente alle aziende la transizione dal vecchio al nuovo: si può continuare ad avere in funzione l’infrastruttura di connettività nella quale si è investito nel passato, aggiungendo nel frattempo nuovi dispositivi abilitati al 5G. Questo apre la strada al futuro.

Parliamo di strutture produttive non nuove, com’è il caso dell’Italia. Lei ci spiega che possono iniziare con un modello ibrido in cui mantengono i cavi e il Wi-Fi per i Plc, ad esempio, implementando al tempo stesso una rete privata 5G solo in alcune parti di un complesso. Tuttavia, per passare dal vecchio sistema al 5G devono avere una motivazione economica e di opportunità. Che cosa dice loro?

In alcuni casi, questi impianti potrebbero trarre vantaggio da un aggiornamento tecnologico. Molte aziende sono nel bel mezzo di un ciclo di aggiornamento della propria rete Wi-Fi, salvo che ne abbiano una recente. D’altro canto, molte strutture produttive sono piuttosto vecchie e hanno iniziato con una vecchia generazione di Wi-Fi. La decisione sarebbe quindi: spendo dei soldi per costruire una nuova rete Wi-Fi o investo in una rete che abbia porte 5G che confluiscono in una rete 5G privata? È una decisione che rappresenta un punto di svolta, perché rende possibile utilizzare porte più flessibili ed essere, ancora una volta, più sostenibili – si hanno meno punti di accesso, meno cavi, meno consumo energetico. Nello stabilimento si crea così una piattaforma che abilita un ecosistema di dispositivi 5G mentre si cominciano ad aggiornare i dispositivi precedenti. È necessario che ci sia un fattore che innesca il ciclo.

Nel settore delle macchine per la carta, per esempio, numerose aziende sono passate da sistemi storici, anche molto vecchi, a sistemi all’avanguardia, perché era un grande vantaggio dal punto di vista economico. Dovendo ridurre un altissimo consumo di energia e risorse, ciò si è evoluto in un caso di sostenibilità. Anche così, il vero grande risultato sono stati i dati preziosi provenienti dai loro impianti. Sono i dati un fattore che innesca la trasformazione delle reti? Vedono le aziende il valore dei dati che otterrebbero con una nuova rete, magari in tempo reale?

Lo vedono. In molte di questi segmenti manifatturieri l’operatività dipende da vecchie applicazioni che funzionano direttamente nelle macchine o nell’impianto. Facendo fare un salto alla connettività, possono invece anche iniziare a utilizzare telecamere per la visione computerizzata combinata con programmi d‘intelligenza artificiale per tracciare e registrare immagini di cambiamenti minuscoli nel comportamento della linea di produzione, tra le altre possibilità. Gli esseri umani non possono rilevare queste anomalie, una macchina sì. Le macchine possono capire e prevedere che qualche parte potrebbe avere un problema, e questo aggiunge molto valore. Esistono casi d’uso, alcuni abilitati da Verizon, in cui le aziende hanno ridotto del 30% la quantità di prodotti difettosi e anticipano le esigenze di manutenzione.

Non si può fare con l’LTE/4G?

Questi sistemi funzionano bene quando si agisce in ciò  che chiamiamo quasi-tempo-reale. Questo implica che si devono acquisire, elaborare e creare informazioni dai dati per reagire quasi in tempo reale. La velocità è tutto, e per avere velocità serve una rete in grado di catturare molte informazioni, molti dati in brevissimo tempo, e una rete che consenta di reagire a partire dalle informazioni generate dall’intelligenza artificiale in tempo reale. Questo non lo si può fare con il 4G. Inoltre, nel caso di più dispositivi 4G, la quantità di dati che è possibile acquisire è ancora molto inferiore.

 Se gli impianti dispongono di capacità computazionale localmente nel plant o nell’impianto, possono far viaggiare i dati su distanze molto brevi con una buona latenza se prendono decisioni direttamente nell’impianto o nel macchinario stessi. Ciò fa una differenza al momento di scegliere il tipo di connettività?

La manifattura cerca la velocità ma anche la sicurezza. Quando si decide di eseguire di utilizzare la rete per la produzione creando un elevato livello di automazione, la sicurezza è tutto. Questa è la differenza quando si ha spettro privato e una rete 5G privata, perché si controlla chi vi accede, anche solo a parti, e si ha una crittografia a livello di rete che è garanzia di stabilità e affidabilità.

In paesi come l’Italia, dove non si può avere spettro per le reti private, le aziende devono ricorrere alle reti degli operatori. Con chi interloquite ai vertici delle aziende?

Ci sono due ruoli principali all’interno delle aziende che devono essere coinvolti: uno è il direttore del plant e l’altro il responsabile della parte finanziaria. Parlare con il primo è fondamentale, perché innanzitutto dobbiamo capire che cosa l’azienda vuole risolvere e ottenere: potrebbe essere la riduzione della percentuale di prodotti difettosi, la gestione della propria flotta di Agv, o meno fermi macchina. Quindi presentiamo loro un “e se?”. E se poteste ridurre di molto i tempi di inattività o essere più efficienti nella manutenzione? Un cliente ci ha spiegato che i suoi Agv potevano raggiungere le 6 miglia orarie, ma camminavano a 2 a causa del timore che agli incroci si verificassero incidenti tra Agv o, peggio ancora, tra Agv e persone. Così abbiamo mostrato loro che creando un digital twin, una riproduzione digitale dell’impianto per controllare gli Agv avrebbero potuto farli andare a 4 miglia/ora rallentando a 2 quando si avvicinavano a un incrocio o a un altro Agv o a una persona, raggiungendo quindi una velocità media di 3 miglia orarie. Si è trattato di un miglioramento del 50% della produttività degli Agv con un ottimo impatto sulle prestazioni dell’impianto. In casi come questo o quando l’infrastruttura di rete può aiutare a ridurre la percentuale di prodotti difettosi o di tempi di inattività ottenendo un miglioramento materiale di un processo esistente, i vantaggi cominciano a sommarsi e si comprende il valore che si può ottenere da una rete avanzata.

Anche nel caso delle aziende manifatturiere che hanno un proprio team di ingegneri, o nel caso di quelle che non l’hanno, che cosa proponete quando si tratta di decidere chi gestirà la rete, se un loro team o Verizon?

Gestire queste reti è il nostro mestiere come operatore wireless. Ci sono due considerazioni da fare. La prima è che non si tratta solo di hardware e di antenne, ma anche del mettere a punto  la rete. Quando si dispone di spettro e si va a mettere a punto la rete, è possinile anche impostarla per una o diverse prestazioni specifiche secondo l’applicazione. Alcune applicazioni richiedono una bassa latenza, quindi si può configurare la rete privata per allocare un canale a bassa latenza a un’applicazione specifica. Altre applicazioni richiedono velocità e una maggiore capacità di banda ma meno latenza. Noi possiamo ottimizzare la rete per garantire che ogni applicazione disponga delle impostazioni ideali in termini di prestazioni. La seconda considerazione riguarda la leadership di conoscenza che apportiamo. Abbiamo iniziato già nel 2017 a collaborare con le imprese manifatturiere e a capire in quale modo la connettività avrebbe influenzato le loro attività. Abbiamo dunque un team di esperti nella produzione manifatturiera che si siede con i clienti e li fa partecipi anche delle esperienze in altre parti del mondo. I clienti possono quindi parlare con altri clienti e vedere se sono in grado di replicare i risultati. Anche questo aggiunge valore. In sintesi, si tratta di proprietà intellettuale, ma anche dell’essere esperti nel configurare la rete per ottimizzare le prestazioni in base a ciò che si vuole ottenere.

Vedete molte applicazioni che richiedono una latenza molto bassa (Ultra Low Latency) già utilizzate sulle reti 5G?

Sta arrivando. Non lo vediamo oggi, ma sta arrivando. Si veda la proliferazione dell’intelligenza artificiale: l’anno scorso di questo periodo, l’intelligenza artificiale generativa era appena stata lanciata, ora è sulla bocca di tutti. Inoltre, la GenAi sta dando una spinta all’utilizzo dell’intelligenza artificiale tradizionale. Tutto ciò richiede il giusto tipo di connettività.