AvevaWorld a San Francisco 2023 lancia nuove soluzioni per la collaborazione.

Industria 4.0 – “Nel percorso di digitalizzazione mai una tecnologia fine a sé stessa e passi auto-finanziati” da Doug Warren di Aveva

Dalle imprese manufatturiere di processo che mirano ad allineare i team e a ottimizzare la loro collaborazione per la massima eccellenza operativa viene la richiesta di software industriali moderni e scalabili dall’edge alla sala controllo e al management dell’azienda. Per Aveva, qui entra in gioco Doug Warren, che con la sua esperienza decennale dirige le attività di monitoraggio e controllo di Aveva, vale a dire Hmi, Mes e Scada e tutto ciò che si può costruire sopra. Con Warren, esperto in integrare le interfaccia utente dei vari sistemi dell’azienda a tutti i livelli, da quelli nel cloud come Aveva Data Hub, Aveva Historian o PI, con il suo Hmi/Scada coordinato, per estenderle all’analisi o al training, abbiamo parlato ad AvevaWorld 2023 a San Francisco, il 23-26 ottobre.

Warren, considerando il vasto panorama che lei ha sul mondo produttivo, qual è la tua sfida principale per sostenere le aziende nel loro percorso di digitalizzazione e modernizzazione, sempre più critico per non perdere competitività?

Che si tratti di grandi aziende industriali o di PMI, tutti conoscono e usano la tecnologia di cui mi occupo, Hmi, Mes e Scada, che esiste da 40 anni. Aveva ha una quota di mercato da leader a livello mondiale, anche in Italia. La mia sfida più grande è quindi convincere le imprese manifatturiere di processo a pensare alle altre opportunità di business disponibili oltre alla semplice parte Scada. Nel portafoglio di Aveva, in più rapida crescita c’è il settore che chiamiamo controllo operativo, che ha alla base ancora la stessa offerta Scada che le aziende utilizzano da sempre. Ora abbiamo aggiunto una serie di elementi per, in sostanza, condividere i dati che prima erano disponibili solo per chi si trovava nella sala controllo o nel plant o all’interno di un’area sicura. In altre parole, si tratta di aiutare le imprese a uscire da quel silo, a portare i molto preziosi dati e informazioni al resto dell’azienda e anche oltre, al resto dei partner della catena di fornitura a monte o a valle dall’impianto. Aveva Connect è il centro della nostra strategia per aiutare i nostri clienti a fare proprio questo.

L’industria di processo nel caso delle pmi, deve comprendere il valore della condivisione dei dati, dallo stabilimento al cuore dell’azienda e oltre. Da dove comincia che non ha ancora iniziato?

Consideriamo il caso di un costruttore di macchine in Italia che vende in tutto il mondo. Questo Oem, fornitore di macchine all’origine, monitora le prestazioni delle sue macchine, i loro Kpi, key

Doug Warren dirige la divisione globale Hmi, Mes, Scada di AVEVA

Doug Warren dirige la divisione globale Hmi, Mes, Scada di AVEVA.

performance indicators, e forse ricava anche flussi di informazioni. Se questo costruttore di macchine dispone di soluzioni Aveva sulle sue macchine, ora può utilizzare tali informazioni per prevedere quando a una macchina occorrerà manutenzione, che sarà realizzata da loro come servizio. In questo caso particolare, l’Oem può aggiungere un nuovo servizio alla propria attività principale.

Molti costruttori di macchine sono bravi a costruire macchine, ma ce la fanno a mettere in piedi la propria infrastruttura cloud e a monitorare il sistema e via dicendo? Forse no, ed è qui che entra in gioco Aveva per fare da ponte tra il modo in cui il settore ha lavorato per decenni e l’oggi, inserendo i loro dati nel nostro sistema cloud e utilizzando quelle informazioni per creare nuovi servizi che creino ulteriore valore per quel produttore di macchine.

Ciò cambia il modo con cui l’azienda affronterà l’allarme di un’anomalia in una macchina che si trova, per esempio, in America Latina, dove manderà un tecnico per effettuare la manutenzione prima che si verifichino fermi macchina non pianificati. Questo è un esempio di come cerchiamo di trasformare il settore sfruttando tecnologie come Aveva Connect.

Restando sulle Oem di piccole o medie dimensioni, alcune devono di digitalizzarsi per restare, per esempio, fornitrici di un’azienda più grande e digitalizzata,  che esige però un flusso e una qualità dei dati determinata. Qual è l’approccio più efficiente?

Ecco uno scenario: una Oem costruisce pompe a scorrimento utilizzate da un’azienda più grande. Quest’ultima acquista le pompe a seguito di un contratto di servizio, di uno Sla, service-level agreement, che contiene determinati parametri che l’Oem deve rispettare per assolvere a tale contratto. In un caso come questo, l’azienda più grande potrebbe avere già un sistema cloud con il quale monitora tutti gli Sla e Kpi associati a quel contratto. L’Oem che produce la pompa raccoglie già i dati di cui l’azienda più grande ha bisogno per dimostrare che rispetta i termini del contratto. Ora, tuttavia, può caricare quei dati in Aveva Data Hub e fornire un flusso sicuro di informazioni da Data Hub a qualunque sistema utilizzi l’azienda più grande per consolidare i propri dati. Aveva è agnostica, quindi non importa se si tratta di Aveva Connect o di un a soluzione completamente differente. Sono disponibili Api per l’Oem per estrarre i dati, oppure possiamo inviarli noi al sistema più complesso. Esistono diversi modi per fare ciò. Possiamo interconnettere l’Oem a questo sistema più grande? Sì, certamente, e l’Oem non deve diventare esperta di cloud. Resta un ottimo fornitore di pompe a scorrimento, mentre fornire i dati al partner, in qualsiasi forma richiesta, rientra nel servizio offerto da Aveva all’Oem.

Quanto è importante la disponibilità, la mentalità prona al cambiamento quando si tratta di procedere nella digitalizzazione nel caso delle pmi industriali molto tradizionali, di cui Germania e Italia hanno una consistente base?

Direi che la tecnologia cloud in generale facilita e rende molto più semplice questo aggiornamento, questo cambiamento. È un caso d’uso che presenteremo molto presto: avere la configurazione e le informazioni Hmi e Scada archiviate nel cloud per poter aggiornare il proprio sistema Scada sapendo di avere un backup accessibile nel cloud. Ciò significa che dopo l’aggiornamento si può ripristinare l’intero sistema come quando si caricano nel cloud le informazioni del telefono vecchio per scaricarle in quello nuovo e avere subito quest’ultimo perfettamente configurato. È lo stesso tipo di concetto ma per un sistema Hmi/Scada. È una soluzione che lanceremo molto presto.

Una singola motivazione che porti le imprese manifatturiere a indagare il valore di questi servizi che voi offrite, forse per preservare il proprio vantaggio competitivo….

Si può vedere in questo modo: per una azienda tradizionale che costruisce macchine che esporta in tutto il mondo da 30 anni, ogni volta che fa una consegna, il suo lavoro è finito e passa al cliente successivo.

Si immagini invece che con quel contratto di servizio il produttore si impegni a realizzare la manutenzione per tutto il tempo in qui la macchina resterà attiva. In questo caso si crea una relazione stabile con quel dato cliente, si aggiunge valore all’intero ciclo di vita della macchina e si avrà un rapporto con quel cliente quando egli avrà bisogno di sostituire la macchina o quando vorrà estendere la linea con altre macchine uguali o più avanzate.

Questo rapporto stretto e continuativo con un cliente ha un valore ben più alto rispetto a quello tradizionale. Perché un cliente dovrebbe scegliere un nuovo costruttore di macchine se ha un ottimo e stretto rapporto con quel fornitore? Molti costruttori di macchine, di Oem, anche di piccole-medie dimensioni lo fanno già. Noi diciamo: potete essere più efficienti, non è necessario far partire un tecnico che non sa quel è il problema, oltre che la macchina è rotta.

Ora si può individuare per buona parte il problema, diagnosticarlo e aggiornare il firmware da remoto, in modo che il tecnico inviato sia ben preparato, abbia le giuste informazioni sulla macchina e i pezzi di ricambio giusti. Qualsiasi manutenzione diventa molto più rapida, più efficiente: si arriva si esegue il lavoro e si riparte con la macchina perfettamente funzionante senza fermi imprevisti.

Forse alcune Oem non si sentono pronte a cambiare il modello di business…

Il modo di affrontare ciò è considerare i servizi e le nuove soluzioni una estensione del caso menzionato sopra. L’azienda resta un produttore di macchine, questa è la sua attività principale o forse ciò che la famiglia fondatrice ha fatto da sempre. Ora, però, per continuare a crescere o forse perché è sorta della nuova concorrenza, deve mantenere quel rapporto stretto con i clienti e garantirsi che lo resteranno per un’altra generazione di macchine. Per Aveva, il modo per affrontare questo bivio è estendere il modello di business per includere i servizi continuativi nei contratti.

Ciò implica anche un modello di business che li colleghi più strettamente e li garantisca la propria catena di fornitura…

In Italia, per esempio, ci sono molti Oem che costruiscono macchine per il confezionamento di beni di consumo nell’industria alimentare, un settore in cui ci sono molte connessioni. Il valore del connettere la filiera della fornitura è in costante aumento. In questo settore fatto da piccole e medie imprese, in parte aziende familiari, molte non hanno la maturità informatica per farlo da sole, ma hanno bisogno di farlo con un partner e questo è ciò che fa Aveva. È un abbinamento proficuo e vincente.

Nel caso di aziende industriali tradizionali con vari stabilimenti di epoche diverse, l’investimento per aggiornarsi e digitalizzarsi verso un modello che includa i servizi o un nuovo modello di business può apparire troppo impegnativo in termini finanziari, soprattutto non riescono a definire bene gli obiettivi quanto al CapEx-OpEx…

In tanto, alle aziende dico sempre, quando si tratta di digitalizzazione o di elementi di modernizzazione: non passate mai a una nuova tecnologia per la tecnologia in quanto tale.

Il primo passo deve essere un caso concreto e ben analizzato dell’attività, un business case. Quando esso è ben costruito, si può iniziare il percorso per realizzarlo. Ovviamente si devono scegliere e si deve iniziare dai casi che offrono il massimo valore alla propria attività.

È importante sottolineare che si dovrebbe essere in grado di autofinanziare il passo successivo, che si tratti di una nuova in iniziativa nel business, della soluzione applicata a un altro impianto o altro. Il punto è che non deve trattarsi di un progetto di capitale multimilionario, che poi potrebbe funzionare o meno. Dovrebbe trattarsi di un passo che finanzia il successivo e così all’infinito.

Inoltre, poiché sono coinvolte anche le persone – che talvolta non amano il cambiamento, se si progredisce in maniera naturale, l’azienda può gestire il cambiamento al suo ritmo – e autofinanziandosi.

Questa sarà sempre la mia raccomandazione per il processo di modernizzazione e digitalizzazione.

In più c’è la necessità di riuscire a far convergere sempre di più l’It e l’Ot…

Di certo, un aspetto cardine di ciò che facciamo oggi sfrutta il nostro Aveva Flex. Si tratta di un modello di abbonamento che generalmente uscirà da un budget Opex, richiedendo quindi meno capitale in partenza. Vediamo che per le pmi, anche a causa dei tassi che salgono, il capitale diventa meno accessibile. Le pmi devono sfruttare la possibilità di non dover avere tanto capitale all’avvio del processo, di poter trarre vantaggio dalle nuove tecnologie per nuove opportunità di business con un costo iniziale contenuto e con un approccio di abbonamento a lungo termine, piuttosto che con una spesa in conto capitale prima di iniziare.

 

Aveva Flex è il programma in modalità abbonamento utilizzato da Aveva per fornire le sue applicazioni SaaS. Flex è un modello commerciale che consente agli utenti di acquistare crediti e di spostarli in base alle esigenze d’uso: solo cloud, cloud in sito o cloud ibrido. In questo gruppo di soluzioni Aveva rientrano anche PI System, Aveva Historian e Wonderware InTouch Hmi/Scada.