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Industria 4.0 – Il 2021 secondo i top manager del manufacturing promette, ma servono tecnologie e nuove skill nei manager

Nel settore manifatturiero, il calo del fatturato rispetto al 2019 è drammatico: 72,9 per cento. Anche così, quasi uno su due dirigenti del C level del settore si dice positivo per 2021. Il dato emerge da una ricerca di EXS Italia, la società di executive selection di Gi Group, che ha intervistato più di 60 amministratori delegati o dirigenti di livello C delle aziende del settore in Italia, e che rileva una fiducia generale nella ripresa – a partire dal dato di un pmi manifatturiero relativo a settembre cresciuto a 53,2, il livello più alto in 27 mesi.

EXS Italia_C level_Manufacturing 4.0_Priorità

Stando all’indagine, i ceo e gli altri top manager puntano sulle opportunità di crescita che si potranno presentare nel 2021, nonostante la frenata degli ordini nel 2020 a causa della pandemia registrata dall’85,6 per cento e i lockdown, sofferti dal 50,85 per cento, con il conseguente blocco delle attività.

Per la ripartenza e la futura competitività, i dirigenti intervistati dalla società di executive selection ritengono aree strategiche il sales & marketing, il 41,3 per cento, e la digital transformation, il 40 per cento. Seguono i da technical & engeneering con il 36,5 per cento, operations con il 33,3 per cento, it con il 22 per cento e supply chain con 11,2 per cento.

Quanto alle tecnologie in particolare, per più di uno su due degli intervistati sono prioritarie quelle che sfruttano i big data per il 58,7 per cento, quelle che abilitano l’ecommerce per il 53,1 per cento, i robot per il 26,6 per cento, l’intelligenza artificiale per il 18,6 per cento e la realtà aumentata per il 16,8 per cento. Infine, un certo numero intende dedicare sforzi e investimenti anche alla cyber security e ai nuovi strumenti per lo smart working.

EXS Italia Tecnologie  4.0

In generale, sullo stato del processo di digitalizzazione, ben l’81,4 per cento dei C level coinvolti nello studio di EXS Italia lo vede nel proprio caso aziendale già in fase avanzata, con investimenti in nuove tecnologie consistenti o moderati. Solo il 5,1 per cento dichiara i non averli fatti negli ultimi 3-5 anni.

A questo proposito, è l’Emilia Romagna a registrare il tasso più alto di investimenti in digitalizzazione e tecnologia: il 50 per cento rispetto a una media del 30,5 per cento. Guardando al 2021, è significativo che il 75,9 per cento dichiari che gli investimenti in questi campi aumenteranno.Circa il futuro della propria azienda nell’anno entrante, il 45,8 degli intervistati lo vede positivo, il 40,7 per cento stazionario e solo il 13,5 per cento negativo.

“La digital transformation nel settore manifatturiero italiano è un processo già in corso da qualche anno e, in particolar modo, in alcune regioni quali Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto”, dice Barbara Targa, Practice Leader Manufacturing di EXS Italia, “Il processo di digitalizzazione sarà fondamentale anche nei prossimi mesi e nella fase di ripartenza. Tuttavia, affinché abbia successo sono fondamentali lo sviluppo e l’inserimento di competenze professionali specifiche”. Tra queste, i top manager devono avere una solida conoscenza dei mercati e forti competenze di innovazione prodotto, oltre a ottime capacità di leadership e di problem solving.

Gli imprenditori e i dirigenti italiani confidano anche nel supporto da parte del Governo. In primis con una riduzione del cuneo fiscale – la chiede il 69,5 per cento ; secondo, con una reintroduzione degli incentivi per l’industria – per il 43,8 per cento ; e infine, con investimenti in scuola, formazione e istruzione – per il 28,1 per cento – a conferma della necessità percepita dagli executive di inserire nell’organizzazione, ora più che mai, nuove competenze e professionalità adeguatamente formate.

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