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Blockchain ed Nfc contro il mercato miliardario della contraffazione – Il caso Authena-Masque Milano

 

La vulnerabilità delle catene del valore globali, dalle componenti al consumatore, è una delle lezioni imparate a caro prezzo nell’ultimo paio d’anni. Parallelamente va a gonfie vele il mercato della contraffazione: considerando tutti i settori, l’economia globale rinuncia a 4.500 miliardi di dollari ogni anno, stando alla Harvard Business Review.

Il settore dei prodotti di fascia alta è tra i più colpiti. Il mercato grigio dei falsi e della contraffazione nel lusso personale si aggira attorno al 12% dei $291 miliardi complessivi nel 2019 stimati da Fondazione Altagamma/Bain & Company.

L’Italia, è il quarto paese al mondo più colpito dopo Usa, Francia e Germania, per un ammontare delle perdite di circa €225 milioni.

Al tempo stesso, è la fiducia sulla genuinità del prodotto il collante che garantisce la capacità di mantenere le quote di mercato stabilire i prezzi alle grandi firme della moda, della gioielleria, degli orologi e dei profumi.

Nel caso dei profumi, come nel caso del vinosi stima che il 70% dei Château Lafite Rothschild venduti in Cina siano falsi –

la lotta alla contraffazione ha due aspetti. Da una parte, concretamente, il prodotto falso con cui si rabboccano i flaconi o che si introduce in flaconi falsi, dall’altra il danno all’immagine di prodotti nei quali sono proprio le caratteristiche artigianali e artistiche a dare loro l’unicità e l’esclusività.

Blockchain è da qualche anno la tecnologia di scelta per certificare con stringhe uniche e non modificabili tutti i passaggi di proprietà o le inclusioni di componenti della catena del valore di un prodotto, dal caffè bio ai diamanti.

A sviluppare la tecnologia sono in lizza alcuni consorzi e startup. Una in particolare, Authena, ha individuato un modo di semplificare di molto l’accesso per il consumatore e per i fornitori alla certificazione di genuinità del prodotto combinando blockchain con l’utilizzo del Nfc (Near Field Communications) dei cellulari.

Assieme a Masque Milano, una giovane azienda italiana che mira a diventare ambasciatrice della profumeria artistica italiana nel mondo e ha già penetrato 50 mercati, Authena presenta in questi giorni la soluzione al Gitex, la più importante fiera dell’ict del Medio Oriente che si tiene a Dubai.

Tramite la radiofrequenza dei tag Nfc, una tecnologia più efficiente e sicura dei QR code, il tag Nfc apposto come un sigillo su ogni prodotto identifica ogni specifica fragranza. I tag si leggono con il cellulare in maniera contactless.

Blockchain e il suo registro distribuito in combinazione con l’Nfc rendono impossibile modificare il contenuto dei flaconi, diluirlo, cambiare l’etichetta. L’applicazione fornisce o assume informazioni di tracciamento lungo la vita commerciale del prodotto, la supply chain e il momento del retail, oltre a rilevare infine l’apertura della confezione o del flacone.

“È una comunicazione end-to-end nella quale Masque Milano ha l’opportunità di tracciare la supply chain e, allo stesso tempo, dare informazioni agli utenti finali. Authena crea loro una copia digitale specifica per ogni prodotto, che memorizzata nella blockchain non può essere modificata”, spiega Matteo Panzavolta, fondatore e ceo di Authena, che ha sede a Zugo in Svizzera.

Questo tipo di soluzione, che è ideale anche per il vino o per i prodotti della filiera farmaceutica caso Lonza – si aggiunge alle altre iniziative in atto per eliminare le frodi che costano milioni di dollari ogni anno al settore del lusso. LVMH, Richemont-Cartier, Prada, Bulgari, Hublot, Louis Vuitton, Vacheron Constantin, Audemars Piguet e Mugler, tra le altre grande firme della moda, stanno investendo molto per combattere in consorzi o con singoli soluzioni di startup il nemico comune della contraffazione.

I prodotti falsi sia finali sia come componenti inseriti nella fabbricazione, non sono solo costosi, ma possono anche essere molto pericolosi. Basti pensare ai giocattoli o alle tinture.

Inoltre, mettono a rischio l’ambiente e i posti di lavoro legittimi. La Camera di Commercio Internazionale calcola che se la situazione attuale non migliora, già nel 2022 i posti di lavoro legittimi messi a rischio saranno 5,4 milioni.

La ripartenza non può non passare dalla sicurezza.