L'AI ha un impatto sul mercato del lavoro. Il confronto Italia, Spagna, Germania - da PwC

Da PwC: l’AI cambia il mercato del lavoro globale: il caso Italia, Spagna, Germania

Mentre si dibatte sui suoi rischi, l’Ai sta canalizzando il mercato del lavoro nel mondo verso due percorsi ben distinti. Da una parte ci sono le figure professionali specializzate o altamente specializzate che includono l’Ai sotto varie forme. In questi casi, automatizzando le attività di routine, l’Ai consente a questi professionisti specializzati di spostare le proprie risorse verso compiti a maggior valore aggiunto.

Dall’altra ci sono quelle figure professionali nelle quali l’Ai rende molte attività accessibili anche a profili meno esperti con un effetto “democratizzante”.

Lo spiega l’AI Jobs Barometer 2026 di PwC, la ricerca annuale che monitora l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mondo del lavoro quanto a competenze, rimunerazioni e produttività. In questa edizione ha analizzato più di un miliardo di offerte di lavoro in sei continenti: nei principali Paesi Europei; in Cina, India, Malesia, Giappone, Singapore ed Emirati Arabi Uniti; in Australia e Nuova Zelanda; in Messico, Brasile, Stati Uniti e Canada.

La crescita delle opportunità di lavoro e gli incrementi retributivi si sono nettamente polarizzati: i ruoli professionali che richiedono una qualche specializzazione in intelligenza artificiale sono cresciuti in 5 anni del 69% rispetto al totale del mercato del lavoro cresciuto del 9%. Quanto alle rimunerazioni, il primo gruppo che richiede competenze AI ha registrato un aumento medio del 62%.

Nel accesso iniziale al lavoro, la richiesta di competenze AI tende ad abbinarsi a una richiesta di capacità dirigenziali: leadership, creatività o capacità d’interazione diretta. Negli Usa, le offerte di lavoro per queste posizioni sono cresciute del 35% dal 2018, mentre quelli che non richiedono competenze AI sono diminuite del 10%.

Dal punto di vista della produttività, il divario corre anche tra i vari settori dell’economia: tra quelli più propensi all’integrazione dell’Ai e quelli meno propensi. Tra questi ultimi, tra il 2018 e il 2025 la produttività è cresciuta del 24%, mentre tra i primi ha toccato il 34%. Si verifica, inoltre, anche un fenomeno “super star”:  le punte più avanzate nell’adozione dell’AI, il 20% delle imprese, registra un aumento della produttività del 163% nello stesso periodo.

L’analisi di più di un miliardo di offerte di lavoro in sei continenti rivela anche un fenomeno indiretto nel quale l’Ai impatta l’aumento delle assunzioni. Nell’incremento della produttività, le aziende più propense all’Ai avanzano di un terzo rispetto alle imprese meno propense. Le prime dunque registrano nel periodo un aumento degli addetti del 52% rispetto al 36% delle altre.

Il confronto tra Italia, Spagna e Germania illustra queste dinamiche e le contraddizioni. Al margine del rapporto, si consideri che nel 2025 l’Italia ha registrato una crescita dello 0,5%, la Spagna del 2.9% e la Germania dello 0,2%. Per il 2026, l’Italia dovrebbe crescere dello 0,8%, la Spagna del 2% e la Germania dello 0,9%. In particolare la Germania ha avviato un programma di spesa in infrastrutture e difesa con investimenti che implicano direttamente l’Ai.

Le nuove assunzioni per settore: in generale, in Italia il settore energia/risorse contribuisce per il 20,8% e la manifattura per il 16,5%. In Spagna, analogamente, l’energia/risorse è il 20,3% e la manifattura il 15,2% cui si aggiunge un 12,8% dai servizi. In Germania l’energia/risorse contribuisce con il 18,8% mentre è del 21,2% il contributo della manifattura.

Tutti i settori stanno assumendo con la richiesta di competenze Ai. Prima dei servizi e della finanza, non sorprende, si colloca la tecnologia/media/telecom. In Germania la percentuale di offerte di lavoro in questi tre settori si attesta al 6,3%, in Italia all’8,2%, e in Spagna sale al 14%.

Il 2025 è stato l’anno del periodo 2018-2025 nei quali Italia e Spagna hanno registrato il massimo numero di offerte di lavoro che richiedevano skills AI, con un totale in Italia di 56.000 offerte e in Spagna di 74.000. La Germania, invece, nel 2025 è scesa dal picco di 151.000 a 125.000, mantenendosi a più del doppio dell’Italia.

L’aumento sul piano retributivo tra i settori che più integrano all’Ai. In Italia, nel 2015, la maggior crescita retributiva si è registrata nel settore sanitario con il 41%, nel settore dei servizi con il 22%, nella tecnologia/media/telecom, nei settori del consumo con il 21% e solo con un 10% nei servizi finanziari. In Spagna, invece, l’incremento retributivo legato a l’Ai si è registrato maggiormente nei servizi finanziari con incrementi retributivi del ben 97%, nella tecnologia/media/telecom del 67%, nei settori del consumo del 59% e nell’energia/risorse del 52%.

In Germania, il differenziale retributivo maggiore si è registrato nell’energia/risorse con un 39%, seguito dalla tecnologia/media/telecom con un 36% e dal settore pubblico con un 34%.

Gli sviluppatori: sempre tra il 2018-2025, in Spagna, le offerte di lavoro legate al consumo sono state circa 67.000 e oltre 8.000 quelle rivolte a sviluppatori. In Germania, queste ultime sono state più di 19.000 e circa 116.000 quelle che riguardavano figure professionali legate al consumo. in Italia, quelle di tipologia consumo sono state più di 50.000, mentre un po’ meno di 5.000 quelle che richiedevano sviluppatori.